NASCERE DI NUOVO? (GV. 3, 1-8)
NASCERE DI NUOVO? (GV. 3, 1-8)

Iniziamo il mese di Settembre con alcune celebrazioni che dicono molto alla vita e all’anima cristiana di ognuno di noi. Settembre Festa di Maria nostra Madre, ricordo della croce come esaltazione e così ci prepariamo a Ottobre Mese del Signore dei Miracoli. Da questa prospettiva voglio riflettere con voi. Questo personaggio intelligente, rabbino e maestro della Legge, conoscitore dei costumi Giudaici che si trovava con Gesù nella notte, il suo nome è: Nicodemo. Lui rappresenta il popolo giudaico e la religione ufficiale, gli è stato detto che per partecipare alla novità del Regno bisogna nascere di nuovo con la forza dello Spirito. Nicodemo è un Giudeo importante, istruito, «maestro d’Israele» (3,10), con tutto il suo orgoglio passato della sua religione. Va da Gesú «di notte», ci dice l’autore enigmaticamente. È maestro, però sta nelle tenebre della notte e deve andare dal Maestro che è luce del mondo. È come dire, deve fare una specie di atto di umiltà e svuotamento, come lo fece l’altro fariseo convertito SAN PAOLO APOSTOLO e fu capace di dire: «tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù» (Fil 3,8) o «il Vecchio è passato, esiste già qualcosa di nuovo» (2Cor 5,17).


Gesù gli chiede di rinnovarsi, tornare a nascere e iniziare una esistenza nuova però in tutti i passaggi, l’incontro con Gesù e Nicodemo è l’incontro tra Giudaismo e Cristianesimo. Nicodemo viene di “notte” perchè non sta nella luce, il cammino di questo uomo è il cammino di tutti noi dalla notte alla luce, dalla morte alla vita, da Mosè a Gesù. In questo mondo nuovo si entra grazie alla fede. Nicodemo riconosce in Gesù l’inviato di Dio e va da lui. «Andare a Gesù», «ricevere Gesù» o «credere in Gesù» sono espressioni sinonimi in questo vangelo. Riconosce che Dio sta con Gesù e accetta la sua testimonianza «perchè quando parla colui che è stato inviato da Dio, è Dio stesso che parla già che Dio gli ha comunicato pienamente il suo Spirito» (3,34). Andare a Gesù, però questo inviato non è uno dei tanti della tradizione di Israele. Per tutti coloro i quali vogliono entrare nel Regno, nella vita, il suo insegnamento implica un’esigenza e radicalità tanto impossibile come quella di tornare a nascere. E tutti comprendiamo molto bene Nicodemo e lo scetticismo che riflette la sua richiesta.

 

È possibile nascere di nuovo? Si deve «nascere di acqua e Spírito», dice Gesú, di acqua che è lo Spirito. L’associazione acqua e Spirito ci ricorda la creazione o il testo di Ez 36, la riunificazione di Israele. Acqua e Spírito associate alla creazione di qualcosa di nuovo, al germoglio della vita. Siamo nella nuova creazione che è opera dello Spirito.

La traduzione migliore non è «nascere» bensì «essere generato», risaltando la pace e la Vita umana in questa nascita. Non nasciamo perchè lo decidiamo noi, bensì perchè siamo generati dall’amore. E così lo è anche nella nascita attraverso lo Spirito. Ci genera Dio per la gratuità del suo amore e la forza del suo Spirito. Questa idea si rinforza con l’espressione greca che si può tradurre «di nuovo» e «dall’alto». È nascere di nuovo, risaltando l’impossibilità umana del fatto, ed è nascere dall’alto, per grazia ed opera dello Spirito, lasciandosi generare e guidare dallo Spirito, come dice San Paolo «Figli di Dio sono tutti e non solo quelli che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio» (Rom.8,14).

Per la religione «fariseo» Nicodemo, l’uomo nasceva per mezzo dei propri sforzi e pratiche religiose che Dio riconosceva e premiava. Il rinascere in CRISTO, è nascere per grazia e regalo di Dio nel trionfo dell’amore. Ciò che vi si chiede al momento è la rinuncia a se stessi, se volete rinascere alla vita definitiva. Cambiare di religione, come cambiare di Dio è qualcosa come cambiare d’esistenza, nascere nuovamente. E questo non sta nelle nostre mani, è impossibile, confessa Nicodemo. Anche a noi e al fariseo che ci portiamo dentro ci costa nascere a una religione di un Dio gratuito, un Dio per tutti, per buoni e malvagi, per cattolici e buddisti perchè di tale maniera ama il mondo che diede a suo figlio. Io non lo mando per condannare bensì per salvare (3,16.17).

Anche questo ci sciocca, a noi piace giudicare e condannare a tutti coloro che non appartengono al nostro gruppo o alla nostra confraternita. Nascere all’amore e alla grazia è solo possibile attraverso l’amore dello Spirito che germoglia dal cuore del Signore dei Miracoli, il Signore già sta in Italia, lo abbiamo portato dal Perù ci sentiamo orgogliosi di Lui e di questo gesto, però proviamo anche noi a credere e rinascere? Saremo capaci di capire le parole di grande speranza di Papa Francesco quando ci diede un imperativo in Piazza San Pietro: “La Confraternita del Signore dei Miracoli, è e deve essere SCUOLA DI PREGHIERA”, ossia non un colpo di Karate, di festa di carnevale ect. ect. di consumo e vendita di ogni tipo di liquore che termina con l’ubriacatura, deve prevalere lo Spirito che fa germogliare nuovi figli e figlie con santità di vita come i nostri Martino de Porres e Santa Rosa e tanti altri fratelli che in Italia vivono questa fede e amore. In questo poco tempo ho visto avviarsi all’eternità buoni e santi peruviani che Dio chiamò, portando questo dono di fede e oggi vivono con Dio, visitandoli all’ospedale alle loro case, li pregavo di chiedere a Dio quando sarebbero andati da lui di pregare per noi e per tutti i devoti a Gesù di essere buon segno di unione e non di divisione. Il Santo Padre Francesco ci sta chiedendo aiuto perchè il devoto di Gesù è un apostolo della Misericordia e dell’amore. Diciamo tutti al Papa: Santità conta su di noi saremo i tuoi portavoce d’amore e misericordia come lo è Gesù.