AUGURI NEL GIORNO DEL PAPÀ
AUGURI NEL GIORNO DEL PAPÀ

Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo. In queste parole è racchiuso tutto il mistero della vita di S. Giuseppe, e la sua vera grandezza. Esse indicano che Giuseppe fece dell’obbedienza al Signore la spina dorsale della sua esistenza. Questa esistenza inizia in senso vero e proprio, quando viene notificato a Giuseppe la sua missione, cioè il progetto che Dio aveva su di lui: divenire il custode del mistero del Figlio di Dio che si fa uomo e quindi della Vergine Madre di Dio. Gli è chiesto di entrare in un mistero sconvolgente quasi schiacciante nella sua grandezza.

Egli acconsente. E qui scopriamo la vera sorgente dell’obbedienza di Giuseppe, la sua fede. Egli obbedisce, partendo, per così dire, per una meta che non conosceva. In realtà, egli ci insegna la vera strada che ci porta alla nostra autorealizzazione. Nessuno di noi esiste per caso. Dio ha su ciascuno di noi un suo proprio disegno. È la fede che genera l’obbedienza, che ci fa entrare nell’idea che Dio ha di ciascuno di noi fin dall’eternità e così da servi diventiamo liberi figli. Una cosa affascinante è che “fece come gli aveva ordinato l’angelo”. Giuseppe cosi è un vero testimone della verità dell’uomo, poiché ci insegna che cosa significa essere liberi. Leggendo attentamente le pagine del Vangelo, vediamo che il suo è un comportamento di servizio completo. Dall’obbedienza a Dio deriva, nella dimenticanza totale di se stesso, l’obbedienza a Dio che è un servizio di amore. Guardando questo santo, come non ricordare le parole di S. Paolo: “ognuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Non cerchi ciascuno il proprio interesse, ma anche quello degli altri”.

Detto ciò saluto tutti i Papà, prego per loro, comprendo che molti già sono veterani nel cammino, altri no, altri stanno bloccati nel silenzio, nella solitudine, perchè l'amore non ha funzionato, si è seccato, gli è mancata l'acqua, la linfa del perdono... in realtà esiste un rosario interminabile di dolori, di lacrime di Padri che non sono Padri, di figli che non sono figli, di madri e spose che non sono spose, e allora che sono? Cosa devono arrivare ad essere? Se potessimo scoprire le tante lacrime e sofferenze di padri e madri, credo che dovremmo avere migliaia di fazzoletti per poter asciugare gli occhi e le lacrime di tanto grande dolore. A tutto ciò aggiungo quanti nella mia corta vita sacerdotale mi hanno detto: “Padre non riuscirò mai a diventare papà, mamma, abbiamo fatto tanto, abbiamo speso tanti soldi, abbiamo mosso il mondo e non abbiamo risolto nulla, siamo ancora senza figli, in una dimensione sterile”. Tuttavia ho visto il miracolo della forza della preghiera, della forza dell'amore, credo debbano ringraziare per questo Dio, la Madonna e San Giuseppe. Ricordo il triste dialogo di alcuni genitori: “il medico ha detto che mai sarò mamma, abbiamo fatto tutto... non riuscirò mai a dargli un figlio”. Altri riuscirono nel concepimento, ma i feti morirono nel ventre della madre...

loro si chiedevano: “Dio dove sta? Perchè noi?” Questa sono le domande che mi fece questa madre... Ma la forza della sua fede e la speranza del padre, compì il miracolo con il dono di due gemelli. La parola biblica ha il suo effetto “nulla è impossibile a Dio”. Io prego sempre e Benedico sempre e la Benedizione dà i suoi frutti. Desidero di cuore in questo giorno continuare a dire grazie a Dio e prego affinchè tutte queste sofferenze finiscano, affinchè il dolore tra marito e moglie diminuisca con un abbraccio di Misericordia. Un giorno Gesù guarì i 10 lebbrosi, li aiutò, li curò, donò l'allegria di essere nuovi, di uscire dall'emarginazione e tuttavia dei 10 solo uno gli fu grato e disse: “Grazie Signore”. Quanti doni riceviamo senza mai ringraziare. Solo vi chiedo di essere grati a Dio, siate grati con i vostri genitori e con ogni persona che vi da una mano. Buona festa del Papà.